Processi: il cuore della creazione artistica
Processi – Percorsi di Ricerca è la sezione di ArtWord dedicata all’analisi critica e curatoriale dei linguaggi dell’arte contemporanea.
Uno spazio pensato per raccontare non solo le opere, ma i processi che le generano: il tempo della ricerca, le trasformazioni, le scelte, i passaggi spesso invisibili che definiscono un percorso artistico.
Attraverso testi originali e approfondimenti curatoriali, questa rubrica esplora le pratiche degli artisti come percorsi in divenire, offrendo una lettura attenta e consapevole delle loro ricerche. Ogni contributo nasce dall’osservazione diretta del lavoro e dal dialogo continuo con gli artisti, con l’obiettivo di restituire complessità, coerenza e visione.
Processi – Percorsi di Ricerca si propone come uno spazio di riflessione aperta, dove l’arte viene indagata nella sua dimensione più autentica: quella del fare, del pensare e del trasformarsi nel tempo.
ArtWord continua così il suo impegno nell’analisi artistica, offrendo uno sguardo curatoriale che accompagna e valorizza la ricerca contemporanea.
La ricerca artistica di Simona Carbone, in arte Blacksy, si sviluppa come un’indagine continua sull’essere e sulle sue molteplici direzioni. Il suo lavoro nasce da una necessità interiore, da un’urgenza espressiva che trasforma l’esperienza personale in linguaggio visivo universale. L’arte diventa per l’artista uno spazio di attraversamento, un luogo in cui identità, memoria e trasformazione si incontrano e si mettono in discussione.
La materia, elemento centrale della sua pratica, non è mai semplice supporto ma corpo vivo dell’opera. Ogni superficie viene abitata dal segno come traccia di un passaggio, come testimonianza di un processo che non mira alla perfezione formale, ma alla verità del gesto. Il segno di Blacksy è istintivo e consapevole al tempo stesso: nasce dall’ascolto e si manifesta come atto necessario, capace di restituire una tensione emotiva profonda.
Ricorrente nella sua ricerca è il tema della direzione, intesa come metafora dell’esistenza. Le forme e i simboli che emergono nelle opere alludono a un movimento costante, a un orientamento interiore che non si lascia definire in modo univoco. La direzione non è mai una meta, ma un processo aperto, fatto di scelte, deviazioni e trasformazioni. In questo spazio di indeterminazione risiede la forza del suo linguaggio, che invita lo spettatore a confrontarsi con il proprio percorso di vita.
L’identità, nella visione di Simona Carbone, non è statica ma fluida. È costruita attraverso l’esperienza, la memoria e il tempo, elementi che si stratificano sulla superficie dell’opera come segni di una storia vissuta. Ogni lavoro diventa così una mappa emotiva, un archivio visivo che custodisce frammenti di esistenza e li restituisce sotto forma di simbolo.
Il dialogo con lo spettatore è parte integrante del processo artistico. Le opere di Blacksy non si offrono come risposte definitive, ma come spazi aperti alla relazione. Chi osserva è chiamato a entrare nell’opera, a riconoscersi nelle sue tensioni e a costruire un proprio significato. In questo incontro, l’arte si trasforma in esperienza condivisa, in momento di consapevolezza e riflessione.
Nel panorama dell’arte contemporanea, la ricerca di Simona Carbone si colloca in una dimensione profondamente umana, in cui il gesto artistico diventa strumento di conoscenza e di trasformazione. La sua pratica si distingue per la capacità di coniugare introspezione e universalità, offrendo una visione dell’arte come atto necessario, capace di dare forma all’invisibile e di orientare lo sguardo verso nuove direzioni dell’essere.