L’ iperrealismo: l’ arte oltre il visibile
“ MORGAN FREEMAN”
L’iperrealismo è un movimento pittorico e scultoreo che vide la luce tra la fine degli anni ’60 e gli anni ’70 del Novecento negli Stati Uniti d’America. Viene definito anche “fotorealismo” o “superrealismo” proprio per la riproduzione minuziosa e realistica dei dettagli.
L’iperrealismo porta la fedeltà all’estremo, creando opere così dettagliate da sembrare vere e proprie fotografie. Spesso, per aumentare la precisione dei particolari, vengono utilizzati strumenti fotografici come proiettori e dispositivi simili, arrivando a superare la semplice realtà e a giocare con dettagli microscopici. Attraverso la luce viene colto il colore, rendendo l’opera più vivida e intensa di quanto l’occhio umano possa percepire.
Tra i massimi esponenti della pittura iperrealista troviamo Richard Estes, Chuck Close, Ralph Goings e Audrey Flack, che furono tra i primi a servirsi dei proiettori fotografici per trasferire le immagini sulla tela e riprodurle fedelmente.
Tra le figure chiave che hanno coniato il termine e definito la corrente troviamo Isy Brachot, gallerista belga che nel 1973 coniò il termine dal francese l’hyperréalisme, e la gallerista Louise K. Meisel, che sempre nel 1973 coniò il termine fotorealismo.
Il Sogno Che RACCONTA: L’ UNIVERSO artistico di Gianmarco Fella
Fella Gianmarco è un artista ritrattista storicizzato e catalogato. Nel corso della sua carriera ha realizzato 17 mostre in galleria, distinguendosi nel panorama artistico contemporaneo per la qualità tecnica e l’intensità espressiva delle sue opere.
Nel giugno 2018 ha ricevuto un premio internazionale d’arte a Genova e, nello stesso anno, è stato protagonista di un’intervista radiofonica su Radio 104.5, trasmessa anche su Sky. Il suo lavoro è stato inoltre oggetto di articoli e pubblicazioni su riviste d’arte internazionali, contribuendo a consolidarne la visibilità anche all’estero.
Nel 2023, a seguito di un’esposizione presso la Galleria La Pigna di Roma, è stato intervistato da Arte 24 per Rete Oro TV. Nello stesso periodo, una sua opera raffigurante la Regina Nefertiti ,un ritratto di grandi dimensioni (100×70 cm) realizzato a matita e carboncino, è stata ufficialmente storicizzata e catalogata.
Nel 2021 ha presentato la sua prima mostra personale come scultore, ispirata al celebre “Sogno di una notte di mezza estate” di William Shakespeare, con una serie di opere incentrate sul tema delle maschere veneziane, reinterpretate in chiave simbolica e contemporanea.
Nel giugno 2024 ha ottenuto il terzo posto a livello mondiale al prestigioso World Art Awards, negli Stati Uniti, nella categoria Portrait of Someone Famous, con opere dedicate a personaggi iconici come Walter White (Heisenberg) e Morgan Freeman. Il premio rientra in una delle più rilevanti competizioni artistiche internazionali, che coinvolge artisti provenienti da circA 60 paesi in tutto il mondo.
Parallelamente all’attività espositiva, Fella Gianmarco opera come docente di disegno, proponendo corsi di realismo e iperrealismo sia a livello base che avanzato. Le lezioni si svolgono individualmente o in gruppo, in presenza e online. I suoi allievi provengono da diverse parti del mondo, anche dall’oltreoceano, a testimonianza della portata internazionale del suo insegnamento.
“La regina nefertiti”
“Gesù di Nazareth”
Nell’intervista che segue, Gianmarco Fella racconta parte del suo percorso, condividendo emozioni, esperienze e la propria identità artistica, elementi che lo hanno guidato verso una crescita personale e professionale significativa. Attraverso le sue parole emerge un cammino fatto di ricerca, passione e consapevolezza, in cui l’ arte diventa non solo espressione creativa, ma anche strumento di confronto con sé stesso e con il mondo che lo circonda.
1) Quando hai scoperto l’iperrealismo e cosa ti ha spinto a scegliere questo stile?
Fin da ragazzo ero affascinato dal realismo, dal desiderio di catturare la realtà così com’è, ma con una chiarezza quasi tattile. L’iperrealismo mi ha scelto più di quanto io non abbia scelto lui: è stato il mezzo perfetto per raccontare le emozioni, i dettagli invisibili a un’occhiata distratta, e per trasformare ogni tratto di matita in una piccola scoperta del mondo.
2. C’è stato un’artista o un’opera che ha influenzato in un modo decisivo il tuo percorso?
No. Il mio percorso è stato un viaggio solitario, guidato dalla curiosità e dall’osservazione. Ogni errore, ogni tentativo, è diventato un insegnamento prezioso e una tappa del mio cammino.
3. Come descriveresti l’evoluzione del tuo stile nel tempo?
Partendo da zero, ho costruito il mio linguaggio visivo come si costruisce un mosaico: pezzo dopo pezzo, dettagli dopo dettagli. Con il tempo, la tecnica si è raffinata, la sensibilità si è accresciuta, e oggi le mie opere cercano di parlare non solo agli occhi ma al cuore di chi le osserva.
4. Su cosa stai lavorando attualmente?
Attualmente sto esplorando ritratti e scene che raccontano storie di vita, memoria e identità. Ogni opera nasce dal desiderio di catturare l’anima dei soggetti, le sfumature più sottili che spesso sfuggono all’occhio distratto.
5. Che consiglio daresti a chi si avvicina oggi all’iperrealismo?
Di avere pazienza e di osservare con attenzione. L’iperrealismo è un dialogo lento con la realtà: ogni dettaglio ha il suo peso, ogni sfumatura la sua voce. Coltivare la propria sensibilità e rispettare i tempi del processo sono le chiavi per creare opere che parlino davvero.
6. Cosa speri rimanga allo spettatore dopo aver visto una tua opera?
Spero che rimangano emozioni autentiche: un brivido, una memoria che riaffiora, una luce vista per la prima volta. Vorrei che chi guarda percepisca il respiro della realtà, ma anche lo spazio per immaginare, per completare la storia con i propri occhi e con il proprio cuore.
7. Come vedi il rapporto tra pittura iperrealista e le nuove tecnologie?
Le tecnologie sono strumenti, non sostituti. L’arte digitale può essere affascinante, ma nulla può replicare il contatto diretto con il colore, la texture, il pennello tra le dita. L’iperrealismo pittorico resta un atto umano, un gesto lento e intimo che porta l’artista a dialogare con la materia stessa.
8. Come scegli i soggetti delle tue opere?
Musica, cinema, moda e cultura pop degli anni ’60, ’70 e ’80 sono le mie muse silenziose. Ma anche un gesto, un dettaglio, una luce che cade in modo particolare: tutto ciò che riesce a raccontare una storia, un’emozione, diventa soggetto dei miei lavori.
9. Quanto conta l’emozione nel tuo lavoro?
Tutto. Senza emozione, anche la tecnica più impeccabile sarebbe vuota. Ogni pennellata è il riflesso di ciò che sento, di ciò che voglio far percepire a chi osserva l’opera.
10. L’iperrealismo è per te soprattutto una questione tecnica o anche un modo di raccontare il mondo?
È entrambe le cose: una danza tra precisione e narrazione, tra tecnica e sentimento. Dietro ogni dettaglio si nasconde una storia, un’emozione, un frammento di realtà reinterpretato dall’anima dell’artista.
11. Da dove nasce solitamente un tuo lavoro: da una fotografia, da un’osservazione diretta o da un’idea?
Nasce dall’osservazione e dal mio stato d’animo, dal mood del momento e dalle ispirazioni che la vita mi regala: una luce, un volto, un gesto, una memoria da fissare sulla tela.
12. Quanto tempo richiede la realizzazione di un’opera iperrealista?
Circa un mese, anche se ogni opera ha i suoi tempi. Ogni giorno è un tassello di pazienza, concentrazione e dedizione, che alla fine si traduce in un’illusione di realtà tangibile.
13. Le tue opere raccontano di più una presenza o un’assenza?
Entrambe: c’è la presenza fisica, il soggetto catturato con ogni dettaglio, ma anche l’assenza, lo spazio tra le linee e le luci, che lascia respirare l’immaginazione di chi osserva.
14. Tra i vari progetti, eventi e mostre che hai realizzato nel corso degli anni, ne ricordi qualcuna che ha dato una svolta al tuo percorso?
Il terzo posto a livello mondiale negli USA agli American Art Awards 2024 è stato un punto di svolta: un riconoscimento internazionale che ha confermato che il mio linguaggio artistico parla anche oltre i confini, e mi ha spinto a crescere ancora.
15. Tre parole per definire Gianmarco Fella.
Sensibile, profondo, sempre alla ricerca della bellezza e delle emozioni.
Dr.ssa Luisa Zinna
Arte, musica & Spettacolo ©
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