LA FAMIGLIA PERRELLA: UNA STORIA DI VISIONE, IMPRESA E BELLEZZA

Pubblicato il 15 ottobre 2026 alle ore 16:13

Dalle origini della Fiera del Mobile di Riardo alla Thierry House: quando il design incontra
l’arte e un’impresa familiare diventa un luogo di cultura.

 

Tutto comincia da una visione


Ci sono imprese che nascono per rispondere a un’esigenza commerciale. Altre, invece, sembrano nascere da una visione più ampia, dalla capacità di immaginare qualcosa che ancora non esiste e dalla determinazione necessaria per trasformare quell’intuizione in una realtà concreta. La storia della famiglia Perrella appartiene a questa seconda dimensione.
Per comprenderla bisogna tornare agli anni Settanta, quando Raffaele Perrella avvia una piccola attività dedicata alla vendita di mobili a Pietramelara, in provincia di Caserta. È il 1970 e il primo negozio misura appena cento metri quadrati: uno spazio contenuto, distante dalle dimensioni che l’azienda avrebbe raggiunto negli anni successivi, ma già espressione di un progetto destinato a crescere.
Nel 1978 arriva un passaggio decisivo: l’acquisto di un ex albergo a Teano, trasformato in una mostra permanente di ambienti arredati. Non più soltanto mobili da acquistare, ma stanze da attraversare, spazi da immaginare, soluzioni abitative da vivere. L’arredamento comincia a essere proposto non come semplice prodotto, ma come esperienza dello spazio.


Da cento metri quadrati a un grande progetto imprenditoriale
Nel 1980 la famiglia acquisisce a Riardo una proprietà di circa 500.000 metri quadrati. L’obiettivo è ambizioso: costruire una struttura moderna, capace di integrare esposizione, organizzazione aziendale, servizi e accoglienza.
Dieci anni dopo, nel 1990, in occasione dei Mondiali di calcio ospitati dall’Italia, viene inaugurata la nuova Fiera del Mobile di Riardo. L’attività originaria si è ormai trasformata in un complesso imprenditoriale che propone una concezione dell’arredamento più articolata rispetto al tradizionale punto vendita.
Raffaele Perrella comprende che il rapporto con il cliente non deve limitarsi all’acquisto. Si sviluppa così un’organizzazione fondata sull’accompagnamento personalizzato, sulla consulenza e sulla possibilità di seguire il cliente dalla scelta degli arredi fino alla loro collocazione nell’ambiente domestico. Nel frattempo, anche la nuova generazione entra progressivamente nella gestione aziendale.

 

Ciro Thierry e Bartolomeo Perrella: l’eredità che guarda al futuro

Ogni impresa familiare attraversa un momento nel quale la continuità deve confrontarsi con il cambiamento. Per la Fiera del Mobile questo passaggio trova espressione nel lavoro di Ciro Thierry e Bartolomeo Perrella, impegnati nello sviluppo dell’attività fondata dal padre.
In un’intervista pubblicata nel giugno 2023, Ciro Thierry Perrella ha ricordato le origini dell’azienda, i sacrifici affrontati dalla famiglia e la volontà di mantenere viva una realtà tradizionale senza rinunciare all’innovazione. La tradizione non viene interpretata come qualcosa da conservare immutato, ma come una base sulla quale continuare a costruire.
Il lavoro della seconda generazione si sviluppa attraverso nuove relazioni professionali, progettazione personalizzata, collaborazioni con aziende e professionisti e un’attenzione crescente al design contemporaneo. In questo percorso si inserisce anche la nascita di Thierry House, iniziativa legata a Ciro Thierry Perrella, indicato dal 2017 come suo fondatore e amministratore.

Thierry House: il design come linguaggio

La nascita di Thierry House segna un passaggio importante nella storia della famiglia. All’interno della Fiera del Mobile prende forma una realtà dedicata all’arredamento contemporaneo, alla progettazione e alla ricerca di soluzioni capaci di interpretare differenti modi di vivere gli spazi.
L’attenzione si sposta verso una concezione dell’interior design nella quale materiali, forme, proporzioni e dettagli contribuiscono a costruire un’esperienza estetica. La casa non è più considerata soltanto un insieme di ambienti funzionali: diventa il luogo nel quale si manifesta un’identità.
In questa prospettiva, il design assume una dimensione culturale: racconta il gusto di un’epoca, interpreta trasformazioni sociali e modifica il rapporto tra individuo e spazio. Thierry House si inserisce in questo dialogo tra progettazione, estetica e contemporaneità.

Un’architettura che racconta la visione della famiglia

Esiste un elemento particolarmente significativo nella storia della Fiera del Mobile di Riardo: la volontà di investire non soltanto negli spazi commerciali, ma anche nell’architettura e nel paesaggio.
Nel 2012 viene inaugurata la Cappella Madonna della Stella, voluta da Raffaele Perrella e progettata da Pininfarina. L’edificio, inserito nel verde del complesso, si distingue per un linguaggio architettonico contemporaneo. La struttura richiama nella forma una barca capovolta, mentre la luce naturale e l’acqua contribuiscono a costruire un ambiente nel quale architettura e spiritualità entrano in relazione.
La cappella rappresenta uno degli esempi più eloquenti della volontà di Raffaele Perrella di lasciare un segno che andasse oltre l’attività imprenditoriale: un’architettura pensata per durare, per dialogare con il paesaggio e per diventare parte dell’identità del territorio.

Quando l’impresa apre le porte alla cultura

La Fiera del Mobile di Riardo non ha costruito la propria identità esclusivamente attraverso il settore dell’arredamento. Nel corso degli anni, i suoi spazi hanno accolto iniziative artistiche, culturali e letterarie.
Nel 2019 Thierry House ha ospitato VISIONI – Art Meeting, una collettiva dedicata al rapporto tra arte e design, inserita nel percorso culturale «Arte Cultura Design in Fiera». L’iniziativa mostrava come uno spazio destinato alla progettazione e all’arredamento potesse trasformarsi anche in un luogo di incontro tra artisti, opere e pubblico.
Nel 2023 la Fiera ha accolto La cultura è mobile. Metti i libri in Fiera, un evento letterario organizzato in collaborazione con Graus Edizioni: autori, studenti, lettori e rappresentanti del mondo culturale si sono incontrati negli spazi verdi del complesso.
Nel novembre 2024 un ulteriore progetto dedicato all’arte contemporanea e alla fotografia ha rafforzato questo orientamento, con l’obiettivo di ospitare mostre, incontri, letture e performance. Il dialogo con la cultura appare così come una direzione sviluppata nel tempo, non come un episodio isolato.

La Fiera del Mobile di Riardo oggi: molto più di uno showroom

Oggi la Fiera del Mobile Riardo si presenta come una realtà imprenditoriale di grandi dimensioni.
Secondo i dati pubblicati sul sito ufficiale, dispone di 25.000 metri quadrati di esposizione coperta, oltre 1.000 ambienti arredati e un parco di circa 600.000 metri quadrati. Sono numeri che restituiscono la dimensione raggiunta da un’impresa nata da un piccolo negozio di mobili.
Ma il dato più interessante non è soltanto quantitativo. La Fiera si è sviluppata come un luogo nel quale progettazione, consulenza, arredamento, accoglienza e servizi concorrono a costruire un’esperienza complessiva. La presenza di aree verdi, spazi dedicati alla ristorazione e ambienti destinati alla progettazione contribuisce a definire una struttura che va oltre il modello del tradizionale negozio di
arredamento.

Thierry House Gallery: l’arte contemporanea entra nel mondo del design

È proprio all’interno di questo contesto che assume significato la Thierry House Gallery. La sua presenza introduce una riflessione importante sul rapporto tra arte contemporanea e luoghi dell’esposizione.
Tradizionalmente siamo abituati a incontrare l’opera d’arte all’interno di musei, gallerie e istituzioni culturali. Ma cosa accade quando l’arte entra in uno spazio nel quale design, architettura e progettazione costituiscono già parte dell’esperienza? L’opera cambia interlocutori: si confronta con materiali, arredi, proporzioni e ambienti; entra in relazione con un pubblico che può avvicinarsi alla ricerca artistica
attraverso interessi differenti. Non si tratta semplicemente di collocare opere all’interno di un ambiente elegante. Il punto è riconoscere
che arte e design condividono una riflessione sulla forma, sulla materia e sul rapporto tra individuo e spazio. Da questa vicinanza possono nascere esperienze espositive capaci di ampliare le possibilità di lettura dell’opera.

 

La storia della famiglia Perrella dimostra come un’impresa possa attraversare generazioni senza perdere il rapporto con le proprie origini. Dal primo negozio di Pietramelara alla grande struttura di Riardo, dalla visione di Raffaele Perrella allo sviluppo di Thierry House, emerge un percorso costruito attraverso lavoro, capacità di trasformazione e attenzione alla progettualità.
Esiste un elemento che attraversa idealmente tutte queste esperienze: la convinzione che uno spazio possa essere qualcosa di più della sua funzione immediata. Un negozio può diventare un luogo di esperienza.
Un complesso commerciale può dialogare con il paesaggio e l’architettura. Un ambiente dedicato al design può aprirsi alla cultura.
È forse proprio questa capacità di immaginare nuove funzioni per i luoghi a rappresentare uno degli aspetti più interessanti dell’eredità imprenditoriale dei Perrella. Un’eredità che non riguarda soltanto ciò che è stato costruito, ma anche le possibilità che quegli spazi continuano a offrire.

 

POLIMORFISMI: un nuovo incontro tra arte e design
In questa cornice si inserisce anche POLIMORFISMI – L’arte in tutte le sue forme, il progetto espositivo organizzato dall’Associazione Culturale Athenae Artis, a cura di Maria Di Stasio, in collaborazione con lo scultore contemporaneo Tommaso Marcello.
Dal 12 dicembre 2026 al 12 gennaio 2027, la Thierry House Gallery accoglierà un percorso dedicato alla pluralità dei linguaggi artistici contemporanei. Una mostra che trova nella sede un elemento di particolare coerenza con il proprio concept, perché POLIMORFISMI nasce dall’idea che l’arte non possa essere ricondotta a una forma unica e definitiva.
La mostra rappresenterà un’ulteriore occasione per mettere in relazione identità artistiche differenti con una realtà che ha costruito nel tempo una propria visione dell’estetica e della progettazione.
Perché le imprese possono costruire edifici, strutture e attività. Ma quando scelgono di aprirsi alla cultura, contribuiscono anche a costruire nuove possibilità per il territorio.

 

La Redazione

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